Punta Tombo

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🇮🇹 PUNTA TOMBO

Uno degli incontri più indimenticabili e decisamente più simpatici che abbiamo fatto nel sud dell’America Latina è stato quello con i pinguini di Magellano, nella Reserva Provincial Punta Tombo, in Argentina.

Questi splendidi animali vivono un po’ ovunque in Patagonia e non è affatto raro avvistarli, ma in questo parco naturale avviene ogni anno qualcosa di veramente speciale nei mesi compresi tra settembre ed aprile: mezzo milione di pinguini raggiungono questo luogo singolare affacciato sull’Oceano Pacifico per riprodursi e procacciarsi il cibo, dando vita alla più grande colonia continentale di pinguini al mondo, al di fuori del Polo Sud! (Nel 2017 poi, grazie ad una insolita abbondanza di piccoli pesci, i pinguini giunti a Punta Tombo sono stati più di un milione, una presenza record rispetto agli ultimi anni!).

Era il 2 febbraio 2017 e ci trovavamo a dormire in un albergo molto spartano di Trelew, quando alle sei del mattino è suonata la sveglia per ricordarci che era tempo di metterci “on the road”. Avevamo preso a noleggio una macchina in modo da essere più liberi di fermarci quando volevamo e di intraprendere dei percorsi alternativi (…come piace a noi!). Volevamo arrivare alla riserva naturale il prima possibile, per poterci godere al massimo l’esperienza senza essere circondati da decine e decine di turisti (scelta che si è dimostrata azzeccatissima, visto che per le prima due ore siamo stati letteralmente soli!) e per poter vedere i pinguini nel massimo della loro attività, cosa che avviene appunto la mattina presto e la sera tardi.

Il problema, quando si affitta una macchina in molti posti del Sudamerica, è che non esiste la possibilità di fare alcun tipo di assicurazione in caso di danni alla vettura…e questo sinceramente mette una certa ansia quando ci si trova al volante, visto che molte strade sono a sterro ed è molto semplice danneggiare la carrozzeria per via dei sassolini che volano ogni qualvolta si incroci una macchina nel senso contrario (asÍ que siempre hay que manejar despacito…!!).

Il viaggio è stato piuttosto rapido ed è durato all’incirca due ore.

Guardando il panorama siamo rimasti subito colpiti da quanto la steppa patagonica cambi un pochino andando verso il sud, presentandosi meno “piatta” rispetto quella della penisola di Valdes e del nord del Paese, ma bensì dai caratteri leggermente più collinari. Per quanto riguarda la fauna, quella invece resta piuttosto invariata (soprattutto per quanto riguarda i magnifici guanacos… ce ne sono tantissimi!).

Ricordo che io e Nick eravamo veramente di buon umore quel giorno, il sole splendeva alto nel cielo e la musica latina ci accompagnava alla radio durante il tragitto. Una volta giunti a destinazione abbiamo fatto i biglietti e, dopo aver visitato brevemente un piccolo museo in cui veniva illustrata la natura ed i comportamenti dei pinguini, siamo scesi verso l’ingresso vero e proprio del parco, da cui partivano una serie di passerelle che si snodavano all’interno di esso. Non potevo credere ai miei occhi...c’erano pinguini letteralmente ovunque, completamente liberi, che camminavano goffamente o nuotavano nell’oceano...uno spettacolo straordinario, indescrivibile a parole!

Il pinguino Magellano è piccolino, alto all’incirca 45 cm. I piccoli sono ricoperti da delle soffici piume di colore grigio chiaro e sono incredibilmente adorabili! Chiamano ripetutamente le proprie mamme per farsi portare del cibo, emettendo un pigolìo simile a quello dei pulcini (…ma in scala più grande!). Sono animali di una simpatia e di un’intelligenza incredibile! Mentre passeggiavamo lungo il percorso siamo stati raggiunti svariate volte da qualche pinguino più coraggioso e curioso che, camminando con la tipica andatura ”ciondolante”, sembrava quasi essersi affezionato a noi, al punto da seguirci nella nostra passeggiata e permetterci di fare qualche selfie insieme! Trovo sempre inestimabile quando un animale libero nel suo habitat decide di interagire di sua spontanea volontà con noi esseri umani, senza altri scopi se non per pura curiosità…è come un dono che ci fanno per conoscerci e per farsi conoscere, ed è una cosa che ogni volta suscita in me una grande emozione.

Ci sentivamo come all’interno di un documentario di Quark, era così interessante vedere migliaia e migliaia di pinguini impegnati nelle loro attività…sembrava una città a tutti gli effetti! Niente a che vedere con le tristi scene a cui siamo soliti assistere negli zoo o in molti parchi marini. C’era chi trasportava rametti o ciuffi d’erba nelle proprie tane, chi accudiva i piccoli, chi amava stare in solitaria e chi in gruppo, chi discuteva con il vicino di tana invadente, chi dormiva spaparanzato al sole, chi sembrava come preso da un attacco di entusiasmo e partiva con una specie di corsetta (non proprio atleticissima..!) sulla spiaggia per buttarsi tutto contento tra le onde del mare, chi pescava, chi nuotava sfidando le correnti….per non parlare di chi improvvisamente partiva con una specie di richiamo, che aveva un suono misto tra il rumore di una sirena della polizia ed il ragliare di un asinello, ahaha, uno spettacolo!

Eravamo affascinati da quella meraviglia e provavamo una forte gratitudine per il fatto di poterci trovare lì in quel momento. Dopo ore passate ad ammirare i pinguini, ad aver fatto loro decine e decine di foto, ad aver ripercorso a rallentatore nuovamente tutto il percorso per poter fare una scorpacciata con gli occhi di quello che ci circondava alla fine abbiamo deciso di ripartire per continuare il nostro viaggio, seppur a malincuore devo ammettere.

Credo che quando si ha l’opportunità di viaggiare in questo tipo di posti magici, in cui si viene a creare un contatto così ravvicinato ed autentico con la natura e con gli esseri viventi che ne fanno parte, scatti inevitabilmente qualcosa dentro di noi, portandoci a provare una maggiore sensibilità e rispetto verso il pianeta in cui viviamo. Quello di cui sono certa è che dopo l’esperienza vissuta a Punta Tombo i pinguini non li vedrò più con gli stessi occhi. Il loro modo di relazionarsi l’uno con l’altro, il modo amorevole che hanno di prendersi cura dei cuccioli e degli esemplari più indifesi, i loro modi buffi e goffi che sembrano ironicamente rievocare in piccola scala il lato più divertente e forse più imbarazzante di noi esseri umani...sono un tesoro che custodirò per sempre nella mia memoria e che auguro anche a tutte le generazioni future di avere la fortuna di poter ammirare negli anni che verranno.


🇬🇧 PUNTA TOMBO

One of the most enjoyable  and unforgettable encounters we have done in the Latin America is the time we spent with Magellan penguins in the Reserva Provincial Punta Tombo in Argentina.

These beautiful animals live scattered all over Patagonia and it’s not uncommon to see them, but in this natural park every year something really special happens in the months between September and April: half a million penguins reach this singular place overlooking the Pacific Ocean to breed and find food, giving life to the largest continental colony of penguins outside the South Pole! (In 2017 thanks to an unusual abundance of small fish, the penguins that came to Punta Tombo were over a million, a record presence over the last few years!)

It was February 2, 2017, and we were sleeping in a very spartan hotel in Trelew when at six in the morning the alarm clock sounded to remind us that it was time to "hit the road". We had rented a car so we would be more free to stop when we wanted and take alternative routes (... the way we like it!). We wanted to get to the nature reserve as soon as possible so that we could enjoy the experience without being surrounded by dozens of tourists (a decision that proved to be very good, given that for the first two hours we were literally alone!), and to be able to see the penguins at their most active, which takes place early in the morning and late in the evening.

The problem when renting a car to many places in South America is that there is no way of taking out any insurance in case of damage to the car ... and this genuinely makes you feel pretty anxious when you are at the wheel, as many roads are gravel and it’s very easy to damage the bodywork because of the pebbles that fly whenever you cross a car in the opposite direction (así que siempre hay que manejar despacito ... !!).

The journey from Trelew was pretty quick and lasted about two hours.

The Magellan penguin is small, about 45 cm high. The little ones are covered with fluffy light grey feathers and are incredibly adorable! They repeatedly call their mothers to bring food, emitting a sound similar to that of baby chicks (... but on a larger scale!). They are animals of incredible kindness and intelligence! As we walked along the path we were met several times by some more courageous and curious penguins who, walking with the typical "waddling" gait, seemed almost to be fond of us, to the point of following us in our walk and to make us some selfies together! I always find amazing when a free animal in his habitat decides to interact with his own free will with us human beings, for no other purpose except for pure curiosity ... to know us and become acquainted with us is like a gift that they give, and it is something that raises a great emotion in me every time.

Looking at the panorama, we were immediately struck by how much the Patagonian steppe changes a little to the south, becoming less flat than that of the Valdes Peninsula and the north of the country, but rather slightly more hilly in character. As far as wildlife is concerned, however, it remains rather unchanged (especially with regard to the magnificent guanacos ... there are so many!).

I remember that Nick and I were really in good spirits that day, the sun shone high in the immense sky and Latin music accompanied us on the radio all the way. Once we arrived at our destination we bought our tickets and, after briefly visiting a small museum illustrating the nature and behaviour of the penguins, we went down to the real entrance of the park, from which a series of walkways snake away from it. I could not believe my eyes ... there were penguins literally everywhere, completely free, walking awkwardly or swimming in the ocean ... an amazing spectacle, indescribable in words!

We felt like inside a David Attenborough documentary, it was so interesting to see thousands and thousands of penguins engaged in their activities ... it looked like a city in all respects! Nothing like the sad scenes we usually come across in the zoo or in many sea parks. There were those who carried twigs or clumps of grass in their beaks, those who cared for the little ones, those who liked to be alone and those in the group, those who argued with their neighbour from the rival den, those who slept sprawled in the sun, those who seemed to be overcome with enthusiasm and set off with a sort of (not very athletic) sprint to the beach to throw themselves happily into the waves of the sea, those who were fishing, those who were swimming challenging the currents ... not to mention those who would suddenly screech at the top of their lungs with a sound like a mix between a police siren and the bray of a donkey, ahaha, a real show!

We were fascinated by this natural wonder and we were grateful for the opportunity to be there at that time. After hours of seeing the penguins, and having dozens of photos taken, we slowly made our way back along the entire path having feasted our eyes on our surroundings and we decided to continue our journey home, though I must reluctantly admit.

I believe that when you have the opportunity to travel to these kinds of magical places where you are creating such close and authentic contacts with nature and with the living beings that are part of it, it inevitably changes something inside us. It enables us to experience greater sensitivity and respect towards the planet we live in. What I'm sure is that after experiencing Punta Tombo, we will no longer see penguins with the same eyes. Their way of being with each other, the loving way of caring for the young ones and the most helpless in the group, their funny and clumsy ways that seem to recall in the small scale the most fun and perhaps more embarrassing side of us humans ... It has been a treasure that I will keep forever in my memory and that I also wish to all future generations to have the good fortune to admire in the years to come.